• Viaggi

    Villa Léandre

    Se sei stato a Parigi più di una volta saprai di sicuro che la Ville lumière nasconde agli occhi dei turisti frettolosi, tanti tesori, sembra che questa città, in alcuni punti, contenga in se altre città, so che sembra strano a dirsi ma è proprio così.

    Una delle prove tangibili di ciò che ho scritto su, possiamo trovarla nel pittoresco 18 arrondissement, a Montmartre per intenderci, dove a due passi da piazza Dalida c’è una delle strade più pittoresche della capitale : Villa Léandre.

    Un tempo in questa parte della città , tra rue Lepic e rue Caulaincourt, sorgeva il celebre “Maquis de Montmartre”, una vera e propria baraccopoli formata da capanne  costruite con materiali di recupero, che serviva da rifugio a chi non poteva permettersi di pagare una casa.


    Oggi però quando dall’avenue Junot entrerai in  Villa Léandre, ti accorgerai che del “Maquis” non è rimasto praticamente nulla. Una piccola stradina  tranquilla  ha preso il suo posto,  con le sue adorabili casette  in stile inglese , i suoi ciottoli e piccoli giardini che competono tra loro per originalità, questo piccolo vicolo sembra trasportarci lontano da Parigi e anche un po’  fuori dal tempo.
    Crededimi ti sentirai magicamente trasportato tra Francia e Inghilterra!

    Ora che sei qui soffermati ad osservare tutti i  dettagli che fanno di questa strada un luogo unico e fuori dal tempo: i fiori, gli alberi e le bellissime porte, le finestre che fanno capolino in mezzo alla vegetazione e tutto quello che ti si presenta.

    Ho scoperto che  Villa Léandre, al momento della sua costruzione, si chiamava Villa Junot, ma nel 1936 la si volle intitolare a Charles Léandre, disegnatore e caricaturista montmartrois che ha vissuto in una di queste case.


    L’atmosfera  bohémien, a ben cercare, la si respira ancora tutta, nonostante l’invasione dei turisti nelle strette viuzze della Butte , a Villa Léandre, puoi incontrare  gli abitanti delle splendide villette intenti a curare  i loro giardini, a loro agio con i turisti  che come me vanno da quelle parti per ammirare le casette che sembrano uscite da una fiaba.

    Come arrivare a Villa Léandre:


    Villa Léandre – accesso da 25 avenue Junot, 75018
    Metro: Lamarck – Caulaincourt (linea 12)



  • Viaggi

    59 Rivoli Paris


    Occupato nel ‘99 da tre artisti che si facevano chiamare KGB, diventato poi un collettivo, il 59 Rivoli si trova su una delle arterie commerciali del centro di Parigi.
    Assegnato nel 2006, il palazzo ospita 30 atelier e una galleria.

    Se sei a Parigi e sei appassionato di arte, avrai di sicuro visto il Louvre, Il Museo d’Orsay, l’Orangerie e tutti i famosissimi musei e gallerie di cui la città è davvero piena, avrai appagato lo sguardo di arte classica, neoclassica e impressionista, avrai visto il museo di Picasso e i giardini di Monet e ora cosa fare?

    Il 59 Rivoli risponde a questa domanda, ma solo se vuoi vivere un esperienza del tutto diversa da quelle sopraelencate.

    Sono sicura che chiunque gira per le vie parigine si trova a camminare per la famosissima Rue Rivoli, a guardare le vetrine dei numerosi negozi, girovagando sotto i suoi portici e camminando fino a le Tuileries o all’ Hotel de Ville, bene a pochi
    passi da quest’ultimo il 59 Rivoli accoglie tra le sue mura – nel cuore di Parigi – un collettivo di artisti con una storia completamente diversa dalle altre.

    Il 59  è un centro artistico attorno al quale gravitano espressioni singolari, linguaggi d’arte e creatività in questo spazio si respira arte contemporanea, un viaggio culturale alternativo nel panorama turistico parigino. Nel cuore di una capitale museale, il 59 si rivela un’isola di originalità.

    La storia di questo del 59 inizia nel 1999, quando tre artisti Kalex, Gaspard Delanoë e Bruno Dumont -il trio soprannominato “KGB”- hanno forzato la porta d’ingresso della 59 rue de Rivoli a Parigi, un gigantesco edificio Haussmaniano abbandonato per otto anni dal Crédit Lyonnais, e dallo stato.
    Aiutati da un gruppo di amici, gli artisti,hanno trasformato questo spazio in un posto in cui gli artisti possono vivere , creare ed esibirsi.

    Autogestito dal collettivo “Chez Robert, Électrons Libres”, il 59 Rivoli accoglie nel suo primo anno di vita oltre 40.000 visitatori, tuttavia , la minaccia di espulsione incombe e nel 2000 le autorità ne ordinano lo sfratto, l’attenzione mediatica ha convinto peró le autorità a lasciar correre la questione per qualche anno, finché non si candida Bertrand Delanoë, che non solo visita lo squat, ma lo adora e promette che se diventa sindaco lo legalizza. Il sindaco ha mantenuto la sua promessa e il 59 di Rivoli diventa finalmente ‘legale’

    Dopo diversi anni di lavoro, nel 2009 avviene la riapertura ufficiale del 59 Rivoli. Con la certezza che lo squat è finalmente legale, nasce una galleria d’arte!


    Con 50.000 visitatori nel primo anno, il 59 è diventato il terzo centro parigino per la diffusione dell’arte contemporanea dopo il Centre Georges-Pompidou e la National Gallery del Jeu de Paume. 
    La galleria al piano terra ospita artisti che non fanno parte del collettivo, le mostre in genere hanno una durata di due settimane.


    A differenza di tante altre gallerie, al 59, lo studio di ogni artista è aperto al pubblico e il visitatore può girare liberamente e anche acquistare un opera. Gli artisti sono disponibili e pronti a rispondere alle domande dei visitatori e quasi tutti disposti a farsi scattare foto – ma è sempre meglio chiedere-.
    Le pareti della scala a chiocciola fanno sfigurare quelle delle copertine degli album dei Pink Floyd e la facciata, particolarissima e super colorata viene cambiata spessissimo.


    ‌Accessibile gratuitamente al pubblico, i 6 piani dell’aftersquat ospitano una trentina di artisti provenienti da tutto il mondo lo spazio è aperto dal martedì alla domenica dalle 13.00 e le 20.00.
    Ogni weekend si può assistere gratuitamente a numerosi concerti e performance musicali.

    COME RAGGIUNGERE IL 59 DI RIVOLI


    http://www.59rivoli.org
    59, rue de Rivoli – 75001 Paris
    Metro: Châtelet

  • Viaggi

    Le Caveau de la Huchette

    “Quando non sai cos’è, allora è jazz!”  Novecento, Baricco

    Il jazz ha un sound di cui ti innamori subito, a prescindere dai tuoi gusti musicali.
    Cominci ad amare quella canzone perché c’è qualcosa nel ritmo che parla di te, che racconta di te, che riesce a smuovere le tue emozioni e i tuoi ricordi.

    Se Ami il jazz e  i tuoi piedi proprio non riescono a star fermi quando lo ascolti, nel  pittoresco quartiere latino, anche conosciuto come 5° arrondissement, troverai Le Caveau de la Huchette un posto da non perdere se sei a Parigi.

    Immerso nella tradizione parigina, questo jazz club unico nel suo genere ti offrirà una serata indimenticabile.

    Con una storia che risale al 1551, questa cantina medievale  trasformata in jazz club,  pare   sia stata prima sede di una loggia massonica, trasformata successivamente in taverna, la gente beveva , cantava e discuteva di libertà. Frequentato da  Danton, Marat, Saint-Just, Robespierre sul posto sono state prese numerose decisioni seguite poi da esecuzioni. 
    È stata anche  tribunale e  prigione, con annessa sala di  esecuzione. 
    In una stanza  c’è ancora un pozzo molto profondo destinato a far scomparire i crimini che si consumavano sul posto. 

    Le Caveau de la Huchette aprì i battenti proprio nel 46 e divenne rapidamente un punto di riferimento della scena jazz della seconda guerra mondiale in città, ospitando nel corso degli anni alcuni dei più grandi musicisti jazz del mondo. Jean-Paul Amouroux, Wild Bill Davis, Sidney Bechet, Marcel Azzola e tantissimi altri si sono esibiti sul palco del Caveau de la Huchette, oggi, il più antico jazz club di Parigi.

    Da amante della musica jazz è stato davvero bello poter trascorrere delle serate in questo locale, basta scendere le scale per dimenticare completamente dove sei e lasciarti trasportare in un posto che regala la sensazione di vivere in altri tempi.

    Sono curiosa di sapere qual è il tuo genere musicale preferito e perché?


    Indirizzo
    5 Rue de la Huchette, 75005 Parigi, Francia

    Telefono
    + 33 1 43 26 65 05

    Sito web
    www.caveaudelahuchette.fr

    Prenotazione
    Non richiesta

    Ore
    Dalle 21:30 alle 02:30 tranne il venerdì e il sabato che chiude alle 04:00

    Fermata Metro
    Saint Michel sulla linea 4

    Costo d’ingresso 15 euro nel fine settimana e 13 euro per le altre sere. Gli studenti fino a 25 anni invece  pagano solo 10 euro.

  • Ricette,  Senza categoria

    Mostaccioli morbidi napoletani

    Le luci degli alberi si sono accese, con la musica natalizia a fare da sottofondo. Mi fermo per un attimo e torno indietro nel tempo.. Durante la settimana che precedeva il Natale, la nostra casa si riempiva di ogni ben di Dio. Per me, bambina erano davvero giorni di grande gioia.
    I profumi che mi tornano alla mente, se penso a quei momenti, sono di sicuro quello delle scorze d’arancia e del pisto e con l’arrivo dei primi piatti di struffoli la casa profumava di miele, di altre spezie e di buono.
    Ci sono cibi che proprio non possono mancare a Natale e non solo perché legati alla tradizione, ma a qualcosa di più profondo: i ricordi.
    Penso alle nonne indaffarate, che preparavano enormi vassoi, nel cui centro troneggiavano i colori e profumi più belli, i toni bruni dei mustaccioli ad esempio insieme a quelli ambrati dei roccocò, ed io, col fiato sospeso che osservavo sfilare tutte queste bontà aspettando il momento giusto per poterle gustare.
    Stava per arrivare Natale ed era difficile non essere felici! Di li a breve, ci saremmo ritrovati tutti, ma proprio tutti, intorno all’ enorme tavola decorata per la festa, anche gli zii ed i cugini che venivano da lontano! Avremmo mangiato, parlato e giocato a carte e poi a tombola saremmo stati insieme fino a tardi.
    ‌Oggi, mi rendo conto che è proprio vero che le cose più belle non si trovano nei regali, ma in chi sa riempirti con la sua presenza nei momenti che contano.

    E se quei momenti vengono accompagnati da un buon dolce non si ricordano ancora meglio?
    Andiamo a preparare i Mostaccioli Napoletani?

    I mostaccioli, o mustacciuoli come vengono chiamati a Napoli, sono dei dolci speziati golosissimi, ricoperti di glassa al cioccolato, tipici del periodo natalizio. A seconda delle varianti regionali, i mustacciuoli possono avere una consistenza morbida o dura, i mostaccioli si conservano veramente a lungo, e questa caratteristica è di sicuro una delle ragioni per cui li troviamo da secoli nei ricettari di ogni famiglia…nel mio ricettario ho due varianti la dura, e quella che voglio condividere oggi con voi, la ricetta dei mustaccioli morbidi.

    Sono così buoni che vi verrà subito voglia di condividerli.

    Proprio per questa ragione ho voluto partecipare al cookie swap organizzato da Giulia

    Partecipare è  stato davvero un gioco da ragazzi mi sono  iscritta sul sito e ho aspettato di ricevere gli indirizzi degli altri iscritti, poi ho inviato a Ilaria e a Martina  dodici biscotti rigorosamente fatti i casa raccontando loro qualcosa sulla scelta dei biscotti .

    Ho atteso con ansia le loro scatoline di biscotti, confidando della velocità delle poste.

    Poi ho pubblicato la ricetta dei biscotti fatti sul blog o su Instagram  utilizzando gli hashtag #cookieswap2019 e #julskitchen.

    E non mi resta che aspettare il 21 dicembre giorno in cui Giulia e Tommaso pubblicheranno un post con tutte le ricette dei biscotti infornati, così da poterli assaggiare tutti con gli occhi prima di provarli.

    Mostaccioli napoletani morbidi
    Ingredienti

    520 g di farina 00
    160 g di nocciole tritate o farina di nocciole
    160 g di miele millefiori
    140 g di zucchero
    100 ml di caffè
    100 ml di succo d’arancia
    7 g di pisto
    40 g di cacao amaro
    10 g di ammoniaca o lievito per dolci
    La buccia di un’ arancia grattugiata

    Glassa per mostaccioli napoletani morbidi

    500g di cioccolato fondente

    Come preparare i mostaccioli napoletani morbidi

    Disponete in una ciotola la farina a fontana e mette al centro il miele, lo zucchero, gli aromi, il pisto , la buccia grattugiata dell’ arancia, il cacao e le nocciole tritate finemente.

    Iniziate ad impastare con un frullatore una planetaria o a mano e aggiungete pian piano il caffè e il succo d’arancia.

    Una volta ottenuto un impasto morbido, formate un panetto, avvolgetelo in pellicola e fate riposare per circa 60 minuti.

    Trascorsi i 60 minuti, infarinate una spianatoia e stendete la pasta ad uno spessore di circa 1 cm .

    Tagliate dei rombi, i miei sono quadrati, disponete i mostaccioli su una teglia ricoperta con carta forno, distanziandoli un po’ e cuocete a 170° per 12 minuti. Una volta cotti al tatto dovranno essere morbidi.

    Fate raffreddare completamente.

    Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato e una volta raffreddato glassate i mostaccioli e lasciateli asciugare su un foglio di carta da forno.

    Questa ricetta prevede l’utilizzo del pisto napoletano, un mix di spezie usato per esaltare il gusto di taralli, roccocò, mostaccioli e torte rustiche. Molto diffuso nelle gastronomie napoletane, può essere più difficile da trovare altrove,si può facilmente preparare in casa in modo veramente semplice e veloce. Basta infatti pestare nel mortaio le spezie precedentemente tostate fino ad ottenere una polvere finissima.
    Potete conservare il pisto in un vasetto di vetro con chiusura ermetica; in un luogo fresco e asciutto si mantiene anche diversi mesi.

    Ingredienti per pisto
    20 Cannella ceylon
    10 Noce moscata
    10 Chiodi di garofano
    10 Anice stellato
    10 Semi di coriandolo

    🇬🇧The lights of the trees lit up, with Christmas music playing in the background. I stop for a moment and go back in time .. During the week that preceded Christmas, our house was filled with every good thing. For me, child they were really days of great joy.
    The scents that come to mind, if I think of those moments, are certainly those of orange peel and pisto and with the arrival of the first struffoli dishes the house smelled of honey, other spices and goodness.
    There are foods that just can’t miss at Christmas and not just because they are tied to tradition, but to something deeper: memories.
    I think of the busy grandmothers, who prepared huge trays, in the center of which the most beautiful colors and fragrances dominated, the brown tones of the mustaccioli, for example, together with the amber-colored ones of the Rococo, and I, with bated breath I observed parading all these goodness waiting for the moment just to be able to taste them.
    Christmas was coming and it was hard not to be happy! Shortly thereafter, we would all have found ourselves, but everyone, around the huge table decorated for the party, even the uncles and cousins ​​who came from far away! We would have eaten, talked and played cards and then bingo we would have been together until late.
    GgiToday, I realize that it is really true that the most beautiful things are not found in gifts, but in those who can fill you with their presence in the moments that matter.

    And if those moments are accompanied by a good dessert do they not remember even better?
    Are we going to prepare the Neapolitan Mostaccioli?

    The mostaccioli, or mustacciuoli as they are called in Naples, are sweet spicy sweetmeats, covered with chocolate icing, typical of the Christmas period. Depending on the regional variations, the mustacciuoli can have a soft or hard consistency, the mostaccioli are preserved really long, and this feature is certainly one of the reasons why we find them for centuries in the recipes of every family … in my recipe book I have two variations the last, and the one I want to share with you today, the recipe for soft mustaccioli.

    They are so good that you will immediately want to share them.

    Soft Neapolitan Mostaccioli
    Ingredients
    520 g of 00 flour
    160 g of chopped hazelnuts or hazelnut flour
    160 g of wildflower honey
    140 g of sugar
    100 ml of coffee
    100 ml of orange juice
    7 g of pisto
    40 g of bitter cocoa
    10 g of ammonia or baking powder
    The peel of a grated orange

    Glaze for soft Neapolitan mostaccioli

    500g of dark chocolate

    How to prepare soft Neapolitan mostaccioli

    Place the flour in a bowl and place in the center the honey, the sugar, the aromas, the pisto, the grated orange peel, the cocoa and the finely chopped hazelnuts.

    Begin to mix a planetary or hand mixer with a blender and slowly add the coffee and the orange juice.

    Once you have a soft dough, form a loaf, wrap it in cling film and let it rest for about 60 minutes.

    After 60 minutes, flour a pastry board and roll out the dough to a thickness of about 1 cm.

    Cut some diamonds, mine are squares, place the mostaccioli on a baking sheet covered with parchment paper, distancing them a little and cook at 170 ° for 12 minutes. Once cooked to the touch they must be soft.

    Let it cool completely.

    Meanwhile, melt the chocolate in a bain-marie and once cooled, glaze the mostaccioli and leave to dry on a sheet of baking paper.

    This recipe involves the use of the Neapolitan pisto, a spice mix used to enhance the taste of taralli, rococo, mostaccioli and rustic cakes. Very common in Neapolitan gastronomy, it can be more difficult to find elsewhere, it can easily be prepared at home in a really simple and fast way. It is enough to crush the spices that were previously roasted in the mortar until you get a very fine powder.
    You can keep the pisto in a glass jar with an airtight seal; in a cool, dry place it also lasts several months.

    Ingredients for pisto
    20 Ceylon cinnamon
    10 Nutmeg
    10 Cloves
    10 Star anise
    10 coriander seeds

  • Viaggi

    La mia esperienza sul Caledonian Sleeper

    Addormentarmi a Londra e risvegliarmi in Scozia? Non l’ho sognato è ciò che ho fatto grazie al Caledonian Sleeper.

    Quando abbiamo programmato il nostro viaggio in Scozia ho iniziato subito a girovagare in rete alla ricerca di informazioni, voli e modi per arrivare lì partendo da Londra, così mi sono imbattuta in quello che sembra il treno più figo del mondo: il famoso Caledonian Sleeper!
    Non vi nascondo che ho subito ho iniziato a fantasticare, lasciare le luci serali di Londra, per dirigermi alla volta di paesaggi selvaggi e luoghi misteriosi, sognando di raggiungerli facendomi ‘cullare’ dal rumore delle rotaie, sembrava proprio essere il mio sogno, così insieme al mio compagno abbiamo deciso di viaggiare verso la Scozia su questo treno.

    Il Caledonian Sleeper è un treno notturno, inaugurato nell 800 per permettere alle famiglie inglesi benestanti di viaggiare nelle Highlands. parte dalla stazione di Eauston di Londra verso 5 destinazioni in Scozia: Edimburgo, Glasgow, Fort William, Aberdeen e Inverness. I tempi di percorrenza del treno possono variare dalle 7,5 alle 13 ore.

    La prenotazione sul Caledonian è obbligatoria. Se stai pensando di viaggiare in Scozia, ti consiglio di effettuarla il prima possibile: puoi farlo fino a tre mesi prima (ora un anno).

    Come effettuare la prenotazione per il Caledonian sleeper?

    -Dal loro sito web Caledonian Sleeper

    -Nelle biglietterie delle stazioni in Gran Bretagna.

    Quali sono le opzioni disponibili per dormire sul Caledonian Sleeper?

    Ci sono tre opzioni di viaggio : la poltrona, la seconda classe e la prima classe.

    1. Poltrona.

    Questo è generalmente il modo più economico di viaggiare, con prezzi a partire da €40 a persona a tratta. Queste poltrone hanno i sedili reclinabili in una disposizione simile a quella dei posti di prima classe su un normale treno britannico, questa sarà probabilmente l’opzione meno comoda😉ma di sicuro la più conveniente. Tutti i passeggeri che prenotano la poltrona sul Caledonian ricevono un kit per dormire che fornisce tappi per le orecchie e una maschera per gli occhi.

    2.Cabina in seconda

    Con prezzi a partire da €70 a persona, la cabina standard Caledonian Sleeper è un’opzione eccellente se desideri un letto e un po ‘di privacy, soprattutto se viaggi con un amico o in coppia o in famiglia. Le cabine però possono ospitare al massimo due persone, (quindi se come noi viaggiate in tre ad esempio, dovrete condividerla con uno sconosciuto come ha fatto il mio compagno) hanno due cuccette, sono piccole, ma progettate per contenere il più possibile. Ogni cuccetta ha un tavolo ribaltabile, un ripiano per i bagagli, una luce da lettura e un lavabo. Troverai anche qui un kit per dormire composto da maschera, tappi per le orecchie, sapone e asciugamani, in più una piccola bottiglia d’acqua.


    La camera non ha servizi igienici, ma li trovi alla fine di ogni carrozza. Non ci sono docce a bordo, ma in molte delle stazioni e si possono utilizzare a pagamento.

    3.Cabina in prima classe

    Sicuramente per una migliore esperienza, o per coloro che viaggiano da soli e non vogliono condividere la cabina, la prima classe offre un’intera cabina tutta per te, con prezzi a partire da € 130 a persona.
    Oltre a tutti i servizi inclusi nella seconda classe, avrai anche kit da toeletta, l’accesso alle lounge di prima classe alle stazioni di partenza e di arrivo, e la colazione inclusa , che puoi gustare sia nella tua stanza che nella lounge. Hai anche l’accesso gratuito alle docce.
    Se viaggi in coppia (o con un amico o un familiare), puoi prenotare camere da letto comunicanti, cosa impossibile in seconda.

    Come ho viaggiato sul Caledonian?

    All’arrivo nelle nostre cabine e sistemate le nostre cose penso: ” che bello ora mi godo il famoso panorama di cui parlavano dal finestrino”, ma sorpresa!!! L’oscurante non era semplicemente abbassato, era proprio fissato🙄.
    Confesso: non ho dormito benissimo! I letti erano molto comodi, ma le rotaie non mi hanno cullata come credevo, i treni si muovono e fanno rumore mentre viaggiano, e li ho apprezzato la presenza dei tappi per le orecchie, che sicuramente un po’ aiutano, sono sicura non sia un’esperienza per tutti dipende davvero dalla singola persona.

    Insomma dopo un viaggio in cui ho visto il panorama solo uscendo fuori dalla cabina..aver dormito male perché il treno faceva, rumore sono stata felice di arrivare ​​a Glasgow puntualissima😂.

    In definitiva viaggerei di nuovo sul Caledonian Sleeper?

    Decisamente, ma solo ad una condizione: in prima classe😂

    Spero che questo articolo  ti sia stato utile! Pensi che viaggiare con il Caledonian Sleeper faccia per te? L’hai già provato o lo proveresti? Raccontami se hai avuto una esperienza simile, in giro per il mondo con un commento!

  • Viaggi

    Pulcinella

    A’ Pullecenella ‘o vedono sulo quanno va ‘ncarrozza.
    Pulcinella viene notato solo quando va in carrozza, ma quando lavora sodo per poterselo permettere, nessuno lo nota.

    Con questo famosissimo proverbio napoletano oggi voglio parlarvi proprio di lui.

    Pulcinella, è la maschera napoletana per eccellenza, presumibilmente nata nella seconda metà del 1500, con la commedia dell’arte, anche se per molti studiosi, sembra che la nascita di quest’ultimo abbia origini ben più lontane.
    Anche per quanto riguarda il nome ci sono pareri diversi.
    C’è chi sostiene infatti che questo tipo di termine veniva già usato in alcune poesie per indicare il “lazzarone”;
    c’è chi invece attribuisce a questo l’espressione: piccolo pulcino.
    Dal carattere ricco di sfaccettature, furbo, satirico verso chi governa, paladino delle ingiustizie e dei soprusi, ma allo stesso tempo codardo e imbroglione Pulcinella diventa simbolo del popolo di Napoli.
    Incarnando a pieno la plebe napoletana, Pulcinella infatti rappresenta un personaggio che ha acquisito su di se tutti i simboli e i significati del mondo contadino e somiglia a tal punto al popolo partenopeo da utilizzare anche la stessa mimica e gli stessi gesti.


    Pulcinella infatti gesticola e saltella a più non posso, è scaramantico e come tutti i buoni napoletani teme la iettatura e si serve di corni, campanacci per scacciarla via
    Personaggio noto in tutto il mondo, che trae la propria forza dalla sua terra, facendosi portavoce della classe sociale più disagiata, fa sentire ciò che i più deboli hanno da dire, voce che altrimenti resterebbe inascoltata, non si arrende mai, affronta le avversità della vita con il sorriso e con spirito di iniziativa.


    Insomma 𝔸 ℕ𝕒𝕡𝕠𝕝𝕚 𝕝𝕠 𝕤𝕒𝕡𝕡𝕚𝕒𝕞𝕠 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚, ℙ𝕦𝕝𝕔𝕚𝕟𝕖𝕝𝕝𝕒 rappresenta  l’uomo semplice che cerca di superare con il sorriso ogni suo problema.
    Sarà forse questa la ragione per cui l’artista Lello Esposito ha voluto donare questa scultura  al Vico Fico al Purgatorio?
    Una delle figure più fotografate del centro storico,  anche tra le più “toccate”: si dice che sfregando la mano sul naso di pulcinella ci si attiri la buona sorte.
    Guardate quel nasone è diventato d’oro.

  • Chi sono,  Viaggi

    La mia intervista su Rolling Pandas

    Ieri avuto il piacere di essere intervistata da Alice di Rolling Pandas.

    Qui trovate la mia intervista in cui ho parlato di viaggi, piatti deliziosi e molto altro.

    Rolling Pandas è una piattaforma per organizzare viaggi, per ogni tipo di esigenza.
    Un esperto team online  risponderà a qualsiasi domanda su prenotazioni, tour o eventuali richieste di viaggio.

    Se volete saperne di più visitate il loro sito e seguiteli sui socials.

  • Viaggi

    Budapest

    Budapest è una delle capitali europee che più mi ha sorpresa, un posto in cui spuntano attrazioni a ogni angolo, dai musei ai monumenti , dalla street art ai numerosi pub, Budapest vi colpirà sin da subito.
    Se questa è la vostra prima volta a Budapest, probabilmente non sapete da dove cominciare o cosa aspettarvi, prendete nota delle migliori cose da fare in questa bellissima città.

    IL PARLAMENTO

    Il Palazzo del Parlamento ungherese è il più grande Parlamento al mondo! Potrete osservarlo da molti punti della città.
    È davvero impressionante guardare da tutte le angolazioni della sua architettura neogotica.
    L’edificio ospita centinaia di uffici del parlamento, la biblioteca nazionale e alcune aree sono aperte alle visite guidate.
    I tour si svolgono ogni giorno in diverse lingue, potrai acquistare i biglietti sia in loco che online.


    Ti suggerisco di concederti il ​​tempo di vederlo dall’altra parte del Danubio per avere una visione più ampia (e maestosa) dell’edificio.

    BASTIONE DEI PESCATORI

    Prende il nome dal gruppo di pescatori che hanno difeso le mura della città durante il Medioevo, questo posto è uno dei migliori punti panoramici e le principali attrazioni di Budapest.


    Il luogo ha sette torri, come nelle sette tribù Magiare che fondarono l’Ungheria nell’895 d.C. Puoi entrare gratuitamente in queste torri, tranne una, la torre superiore.
    Puoi passare un po’ a passeggio per la zona, ti sorprenderà  da qualsiasi angolazione.


    CHIESA DI MATTIA

    Proprio di fronte al Bastione dei Pescatori si trova questa chiesa con architettura in stile neogotico. La storia della Chiesa di Mattia e le sue molteplici riforme servono come simbolo delle molte culture e imperi a cui ha assistito.

    Una caratteristica molto particolare di questa chiesa è che il tetto è coperto con le famose piastrelle di ceramica Zsolnay, rendendo l’edificio più colorato e accattivante.
    Anche la chiesa di Mattia è un museo e ospita concerti ogni venerdì sera a luglio e agosto.

    CASTELLO DI BUDA

    Il castello di Buda (ex palazzo reale) è un sito del patrimonio mondiale dell’Unesco con un’architettura impressionante e un’eredità storica. Situato nella parte superiore di Castle Hill, offre uno splendido belvedere su Pest.
    Nel 13 ° secolo, il Castello di Buda era la dimora della famiglia reale ungherese. Oggi il castello ospita la Galleria nazionale ungherese e il Museo di storia di Budapest.
    Puoi passeggiare per il castello e goderti la vista sul Danubio. Oppure, puoi fare una visita guidata di circa 2 ore all’interno dell’edificio.
    I giardini del castello sono aperti 24 ore su 24 e ospitano spesso dei festival, per i quali è necessario avere un biglietto.

    MONUMENTO ALLA LIBERTÀ

    Cammina verso la storica collina di Gellert. Questo è un altro posto fantastico da cui ammirare panorami super mentre apprendi il ricco passato di Budapest.


    Raggiungerai la Statua del monumento alla  Libertà. Questo è uno dei pochi monumenti comunisti che è stato mantenuto al suo posto dopo il passaggio alla democrazia. Fu costruito nel 1947 in commemorazione della liberazione sovietica dell’Ungheria dalle forze naziste durante la seconda guerra mondiale.
    Man mano che l’opinione pubblica nei confronti dei sovietici cambiava negli anni successivi, alcune parti del monumento furono danneggiate. L’iscrizione è stata modificata e ora ha lo scopo di onorare coloro che si sono sacrificati per l’indipendenza e la libertà dell’Ungheria (non più diretta ai sovietici).

    TERME SZÉCHENYI

    Uno dei più grandi complessi di bagni in Europa con 21 piscine e diversi servizi benessere.
    Ci sono molti grandi complessi a Budapest, da cui il soprannome di “Città delle Terme”, ma Széchenyi è probabilmente il più famoso per la sua architettura neo-barocca e neo-rinascimentale.
    Apre alle 6 del mattino, quindi avrai la possibilità di goderti le piscine con poche persone se vai al mattino presto. Controlla sul sito ufficiale per i loro servizi e tariffe.

    PIAZZA DEGLI EROI

    Questa è la piazza più grande di Budapest. Fu costruita nel 1896 in occasione dell’ anniversario della fondazione dello stato ungherese dalla conquista dei Magiari.
    La piazza ha un monumento iconico con i sette capi principali dei magiari, che guidavano il popolo ungherese dall’Asia centrale. La colonna centrale ha l’Arcangelo Gabriele che regge la corona ungherese, dietro ci sono statue di figure importanti nella storia ungherese.

    PONTE DELLE CATENE

    Il più famoso ponte che attraversa il Danubio a Budapest, senza dubbio uno dei simboli della città, noto anche come Ponte Szechenyi, dal nome del conte che ne volle la costruzione. Quando venne costruito fu considerato una meraviglia ingegneristica del mondo moderno.
    Vi consiglio di ammirarlo anche di sera quando è illuminato.

    BASILICA DI SANTO STEFANO

    La Basilica di Santo Stefano ha il titolo dell’edificio più alto di Budapest (è alta 96 metri).
    Puoi visitare l’interno della chiesa gratuitamente, e se ti va lasciare una donazione.

    Per visitare la cupola centrale si paga una piccola quota  ma ne vale la pena. Vai in cima per avere una splendida vista panoramica di Budapest.
    La Basilica è anche un luogo per concerti di musica classica e concerti d’organo. Di solito si svolgono all’interno dell’edificio, ma a volte anche su una parte della piazza esterna.

    SZIMPLA KERT

    Prendi in considerazione l’idea di andare in un ruin pub per terminare la tua visita nei migliori posti di Budapest. Di solito questi pub sono specializzati per il dopo cena a base di birra , ma alcuni offrono anche dei menù nazionali e internazionali
    Il più famoso è Szimpla Kert.
    Io ci sono andata durante in un giorno feriale e c’erano molte persone, ma non era affollato. Può essere piuttosto pieno se andate durante il fine settimana.
    I ruins pub di Budapest sono davvero unici. Questi erano edifici abbandonati della seconda guerra mondiale, che in seguito furono trasformati in bar o pub riuscendo a creare un ambiente informale per rilassarsi mentre ci si gode da bere in un’ atmosfera davvero unica.

  • Viaggi

    Piazza della Signoria


    Firenze è uno dei maggiori centri artistici e culturali del mondo.
    Un primo giro in città, ti catapulterà indietro nel tempo, trasportandoti nel Rinascimento, mentre cammini tra edifici storici magnificamente conservati, architettonicamente perfetti e arte mozzafiato ad ogni angolo.

    Firenze è una città davvero piccola, non servono troppi mezzi per girarla, basta solo avere tanta voglia di muoversi.
    Camminando si ammirano tutti i monumenti principali


    La città è un labirinto di stradine, e offre tantissimo: musei di capolavori antichi e contemporanei, gallerie d’arte, palazzi storici , splendidi monumenti ma anche tanti piaceri della tavola.
    A Firenze si ha la sensazione che passato e presente si mescolano ovunque, alternandosi senza invadersi.
    La prima tappa del nostro giro fiorentino inizia a

    Piazza della Signoria

    fra le piazze più belle d’Italia ; si apre scenograficamente, occupando una vasta superficie squadrata.

    Piazza della Signoria è stata al centro della vita politica Fiorentina fin dal XIV secolo, ha visto susseguirsi numerosi eventi storici e grandi trionfi, come il ritorno dei Medici.
    Nel 400 vi fu organizzato il Falò delle Vanità promosso da Girolamo Savonarola, che fece bruciare nella piazza migliaia di oggetti da lui ritenuti “peccaminosi”, tra cui libri e dipinti 🙁 Solo un anno più tardi quest’ultimo fu accusato di eresia e bruciato sul rogo nella stessa Piazza della Signoria, come ricorda una targa in marmo posizionata di fronte alla fontana del Nettuno.

    Tutte le sculture presenti in Piazza della Signoria fanno riferimento agli avvenimenti politici e culturali di Firenze.

    Il David di Michelangelo


    Il David -l’originale potete ammirarlo nella Galleria dell’ Accademia- fu realizzato da Michelangelo e posizionato di fronte a Palazzo Vecchio a simboleggiare il potere della Repubblica fiorentina in contrasto con la tirannia dei Medici.


    Ercole e Caco di Bandinelli simboleggia invece il potere fisico della famiglia.

    La statua equestre del Duca Cosimo I di Giambologna è un elegante ritratto di un grande uomo, che riuscì a portare tutta la Toscana sotto il potere militare dei Medici.

    La statua equestre del Duca Cosimo I di Giambologna

    Fontana del Nettuno

    È una composizione scultorea che trovo molto coreografica, realizzata nel 500; al centro della fontana si staglia Nettuno , secondo alcuni critici una delle realizzazioni meno felici dell’ Ammannati ( sembra che l’artista nell’ esecuzione dell’ opera si sia ispirato ad un disegno di Leonado). E come già detto su ricorda le ambizioni marittime dei Medici .

    Loggia dei Lanzi

    La Loggia si compone di grandi arcate ed è una piccola galleria all’ aperto a destra di Palazzo Vecchio, disegnata dall’ Orcagna nel 1376, . Tra le opere poste sotto la Loggia si possono ammirare il Ratto delle Sabine del Giambologna 

    e la statua del Perseo con la testa di Medusa, opera di Benvenuto Cellini , un monito per coloro che si mettono contro i Medici (la Medusa rappresentava la repubblica).


    Perseo, di Benvenuto Cellini

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  • Viaggi

    White Cliffs of Dover

    Ho sempre desiderato visitare le White Cliffs of Dover. Erano sulla mia lista dei desideri da quando le ho studiate sui libri di inglese alle scuole medie. Mi piacciono molto le escursioni panoramiche e le foto che avevo visto sembravano meravigliose, un contrasto di colori tra il bianco delle scogliere, il verde e l’azzurro dell’acqua. Le scogliere di Dover sono uno di quei luoghi iconici secondo me.
    Sono state un punto di riferimento per i marinai per centinaia di anni e hanno ispirato canzoni e poeti.
    Le White Cliffs of Dover hanno superato le mie aspettative. Se non ci sei stato, devi andare!


    White Cliffs of Dover curiosità:

    Queste cuirosità sulle White Cliffs of Dover ti aiuteranno a capire perché le scogliere sono iconiche e assolutamente da vedere:

    Le scogliere sono alte 90 ( 110 nei punti di massima altezza) metri e si estendono per 16 kilometri a est e ovest della città di Dover.
    Sono nella parte più stretta del Canale della Manica.
    La Francia è a poco più di 30 km di distanza.
    In alcuni punti, i nostri cellulari pensavano infatti fossimo in Francia!
    La parete delle scogliere è composta da frammenti di conchiglie e resti di piccoli organismi marini e presenta striature di selce nera.
    La parete rocciosa si erode molto velocemente.
    Giulio Cesare sbarcò a Dover nel 55 a.C.
    Il National Trust ha acquistato una sezione delle Dover Cliffs nel 2016.

    Cosa vedere alle White Cliffs of Dover


    Porto di Dover . È uno dei porti più trafficati del mondo. I traghetti portano le persone a Calais e Dunkerque in Francia e ritorno. Anche le navi da crociera attraccano qui. È stato rilassante osservare le navi che entravano e attraversavano il porto.


    Le White Cliffs stesse – Il punto in cui vedi le White Cliffs per la prima volta è mozzafiato. Il contrasto del bianco delle scogliere contro l’erba verde e l’acqua blu del Canale della Manica per me è stato mozzafiato.


    Francia – In una giornata limpida puoi vedere la costa della Francia.


    Deep Fan Bay Shelter – Il Fan Bay Shelter fu usato durante la seconda guerra mondiale per proteggere i soldati dagli attacchi dei bombardamenti.
    South Foreland Lighthouse – Questo faro vittoriano bianco si trova in cima alle scogliere di Dover.

    Abbiamo raggiunto le White Cliff in auto partendo da Canterbury, siamo stati felici di scoprire che eravamo tra le prime persone a parcheggiare quel giorno e abbiamo avuto il piacere di iniziare a camminare quasi da soli . Dal parcheggio, ci sono diversi percorsi che puoi prendere.

    I panorami erano incredibili fin dall’inizio ma man mano che preoseguivamo continuavano a migliorare. All’inizio della passeggiata, avevamo una visione chiara del porto di Dover e del castello di Dover in cima alla collina. Il verde delle colline contrastava con lo sfondo del mare e il cielo blu chiaro. Quindi, abbiamo avuto il nostro primo assaggio delle scogliere bianche e grezze. Il bianco è davvero bellissimo contrasta con l’erba verde e il blu del mare e del cielo.


    I percorsi sono ben segnalati. Nelle parti più ripide, hai anche la possibilità di utilizzare le scale, che potrebbe essere più facile se non sei allenato.


    Puoi ritornare indietro in qualsiasi momento, i percorsi sono a doppio senso di marcia. Molte persone scelgono di ritornare una volta arrivati al faro, sebbene il percorso continui ulteriormente.

    Prendendoci tutto il nostro tempo per le foto e per fermarci ad ammirare il panorama abbiamo impiegato circa 1 ora e mezza per arrivare al faro. Consiglio di camminare almeno fino al primo punto panoramico a circa 30 minuti dal parcheggio.


    Le Cliffs of Dover danno il meglio in una giornata limpida. I panorami sono spettacolari. So che il tempo in Inghilterra può essere imprevedibile, ma se puoi essere flessibile e visitarle in una bella giornata sicuramente l’ esperienza sarà migliore.
    Inoltre, tieni presente che il Deep Fan Bay Shelter e il South Foreland Lighthouse non sono aperti tutto l’anno. Dovrai pianificare la tua visita da aprile a ottobre se vuoi assolutamente vederli.

    Il consiglio che vi do è quello di arrivare al mattino presto. Le White Cliffs sono famose e diventeranno affollate, specialmente se il tempo è bello.